Alzheimer Glarona e Alzheimer Svizzera condannano i provvedimenti che limitano la libertà dei degenti nelle case di cura

Martedì, 14 marzo 2017

Parere


Il quotidiano «Südostschweiz» e la trasmissione «10vor10» della televisione SRF hanno denunciato l’inaccettabile trattamento riservato ai degenti di una casa di cura nel Canton Glarona. Gli anziani, affetti da demenza, sono stati legati al WC e costretti a fare colazione alla toilette. Alzheimer Glarona e Alzheimer Svizzera condannano categoricamente tali misure restrittive della libertà personale.


I glaronesi si sono indignati per i maltrattamenti di cui, secondo quanto denunciato dai media, sono stati vittime gli anziani degenti di una casa di cura. La violenza e i maltrattamenti in istituto ai danni di persone indifese, per di più affette da demenza, sono imperdonabili. Altrettanto scioccante il fatto che le autorità del Canton Glarona abbiano tollerato che, seppure in casi eccezionali e per breve tempo, gli anziani venissero legati al WC per mangiare. Una pratica disumana, oltre che contraria a ogni più elementare norma igienica: chi mai mangerebbe in bagno?

 

In questi episodi si ravvisa anche una chiara violazione del diritto vigente e precisamente dell’art. 383 del CC: «L’istituto di accoglienza o di cura può restringere la libertà di movimento soltanto se misure meno incisive sono o appaiono a priori insufficienti e se la misura serve a: 1. evitare di esporre a grave pericolo la vita o l’integrità fisica dell’interessato o di terzi; 2. eliminare un grave disturbo alla convivenza in seno all’istituto». Legare una persona è consentito solo in caso di emergenza e per garantire la sicurezza di terzi. Inoltre, le misure di questo tipo andrebbero discusse in anticipo e annotate nei verbali della struttura.

 

Nello svolgimento del loro lavoro quotidiano, i collaboratori che assistono e curano i degenti non dovrebbero essere costretti a ricorrere a tali mezzi per ovviare alla mancanza di personale. I dirigenti e gli organi di controllo dovrebbero prendere sul serio le loro segnalazioni di anomalie e vagliare le loro proposte di miglioramento. Solo così può nascere un clima di fiducia reciproca, che a sua volta si ripercuote positivamente sull’ambiente di lavoro e sulla qualità delle cure. Del resto, i degenti sono la vera ragion d’essere del personale curante.

 

Ci rendiamo perfettamente conto che delle buone cure e una buona assistenza costano, ma non è accettabile che si risparmi proprio a spese di coloro che da quelle cure e da quell’assistenza dipendono. Il denaro non deve diventare la misura di tutte le cose. Tutti ci auguriamo di invecchiare in maniera dignitosa.

 

Informazioni:

Josef Schwitter, presidente di Alzheimer Glarnerland, tel.: 055 640 36 13, e-mail

Marianne Wolfensberger, giurista di Alzheimer Svizzera, tel.: 024 426 16 92, e-mail

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